Nel commercio internazionale dei formaggi italiani, Parmigiano Reggiano e Grana Padano rappresentano due colonne portanti del Made in Italy. Entrambi sono formaggi DOP, entrambi godono di una reputazione consolidata e di una domanda costante sui mercati esteri.
Eppure, non sono intercambiabili.
Per chi opera nell’export alimentare, la scelta tra Parmigiano Reggiano e Grana Padano non è una questione puramente gastronomica, ma una decisione strategica, che incide su posizionamento, competitività e continuità commerciale.
In questo articolo analizziamo le differenze reali, i mercati di riferimento e i criteri di scelta più efficaci per l’export, supportando l’analisi con dati aggiornati.
Due DOP, due identità distinte
Parmigiano Reggiano e Grana Padano condividono la denominazione DOP, ma sono regolati da disciplinari differenti, che ne influenzano produzione, percezione e utilizzo commerciale.
Parmigiano Reggiano: identità premium e valore percepito
Il Parmigiano Reggiano è prodotto in un’area geografica limitata e secondo un disciplinare particolarmente rigoroso. Questo ha contribuito nel tempo a costruire:
- una forte identità territoriale
- un’elevata riconoscibilità del marchio
- un posizionamento premium sui mercati internazionali
Non a caso, nei mercati esteri il Parmigiano Reggiano è spesso percepito come il formaggio italiano d’eccellenza.
Grana Padano: flessibilità e diffusione globale
Il Grana Padano nasce su un’area produttiva più ampia e con un disciplinare che consente maggiore flessibilità produttiva. Questo lo rende:
- più competitivo in termini di prezzo
- facilmente adattabile a diversi canali di vendita
- particolarmente adatto a strategie di volume
Queste caratteristiche hanno favorito una diffusione capillare sui mercati internazionali, rendendolo il formaggio DOP italiano più esportato per volumi.
Produzione ed export: dati aggiornati 2024–2025
I numeri sono fondamentali per comprendere come e dove un prodotto funziona davvero nel commercio internazionale.
Parmigiano Reggiano: crescita trainata dall’estero
Nel 2024, il Parmigiano Reggiano ha raggiunto un giro d’affari record di 3,2 miliardi di euro, con:
- vendite complessive in crescita di circa +9%
- export in aumento di +13,7%
- una quota export pari a circa il 49% delle vendite totali
(Dati ufficiali del Consorzio: https://www.parmigianoreggiano.com/it/news/dati-economici-2024 )
Nel 2025, per la prima volta, le vendite all’estero hanno superato quelle sul mercato interno, raggiungendo il 53,2% del totale (49.030 tonnellate), con performance particolarmente positive in USA, Regno Unito e Canada. https://www.gdoweek.it/parmigiano-reggiano-lestero-pesa-piu-del-mercato-italiano/
Questo dato è cruciale: il Parmigiano Reggiano oggi è un prodotto sempre più orientato ai mercati internazionali.
Grana Padano: volumi record e leadership nell’export
Il Grana Padano continua a confermarsi come il formaggio DOP italiano con la maggiore diffusione globale.
Nel 2024:
- la produzione ha superato 5,6 milioni di forme
- le esportazioni hanno raggiunto oltre 2,68 milioni di forme
- l’export rappresenta oltre il 50% della produzione totale
(Dati di settore: https://www.esmmagazine.com/fresh-produce/italian-hard-cheese-exports-set-new-record-in-2024-286924 )
Questi numeri consolidano il Grana Padano come prodotto chiave per strategie di volume, soprattutto nei mercati UE e nordamericani.
Mercati esteri: dove performano meglio
Parmigiano Reggiano: mercati maturi e fascia alta
Il Parmigiano Reggiano trova particolare successo in:
- Europa occidentale
- Stati Uniti
- Canada
- Giappone e mercati ad alta cultura gastronomica
Qui è spesso destinato a:
- retail specializzato
- ristorazione medio-alta
- consumatori attenti a origine, stagionatura e autenticità
In questi mercati, il valore percepito pesa più del prezzo.
Grana Padano: GDO, food service e penetrazione ampia
Il Grana Padano è estremamente competitivo in:
- Unione Europea (Germania in primis)
- Nord America
- mercati emergenti ad alto consumo
È largamente utilizzato in:
- GDO
- food service
- private label
- trasformazioni industriali
Qui la leva principale è l’equilibrio tra qualità, continuità e prezzo.
Criteri di scelta per l’export: cosa valutare davvero
Scegliere tra Parmigiano Reggiano e Grana Padano non significa stabilire quale sia “migliore”, ma quale sia più adatto al progetto commerciale.
1. Canale di vendita
- Retail premium → Parmigiano Reggiano
- GDO e food service → Grana Padano
- Canali misti → strategia combinata
2. Mercato di destinazione
Ogni mercato ha una percezione diversa del prodotto italiano: in alcuni contesti conta la storia e la denominazione, in altri il rapporto qualità/prezzo.
3. Stagionatura, formato e confezionamento
Questi elementi influenzano direttamente:
- rotazione del prodotto
- posizionamento prezzo
- adattabilità al canale
4. Coerenza con il brand
Il formaggio deve essere coerente con:
- il posizionamento del distributore
- il target finale
- il racconto del prodotto
Una scelta strategica, non ideologica
Uno degli errori più comuni nell’export è pensare che Parmigiano Reggiano e Grana Padano siano sostituibili.
In realtà:
- rispondono a esigenze diverse
- possono convivere nello stesso portafoglio prodotti
- rafforzano strategie commerciali differenti
La differenza la fa la conoscenza del mercato, non il nome sull’etichetta.
Conclusione
Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono due grandi ambasciatori del Made in Italy nel mondo. Saperli scegliere, posizionare e proporre correttamente è ciò che distingue una vendita occasionale da una presenza strutturata e duratura sui mercati esteri.